Comporre una parete di quadri: il metodo

Cinque stampe di album composte sullo stesso asse, un grande formato al centro

Una parete di quadri che funziona non si improvvisa mai. Bastano tre decisioni: il numero, l'allineamento, la distanza.

Parti da un numero dispari

Tre, cinque o sette cornici compongono meglio di quattro o sei. L'occhio cerca un centro, e un numero dispari glielo dà. Con due, punta sulla simmetria netta più che sulla composizione.

Un allineamento, e uno solo

Scegli una linea e mantienila: il bordo alto delle cornici, quello basso, o l'asse centrale. È l'unico principio che separa una composizione da un mucchio. Se le misure variano, l'asse centrale è il più indulgente.

Distanza, tra 5 e 8 centimetri

Meno, e le cornici si toccano visivamente, e la parete sembra affollata. Oltre i dieci centimetri, smettono di formare un gruppo e tornano a essere oggetti separati. Mantieni la stessa distanza ovunque, è ciò che crea l'effetto serie.

Mescolare le misure, sì, ma non a caso

Una cornice grande circondata da altre più piccole funziona. Tre misure diverse sparpagliate a caso, no. Se mescoli, tieni un unico pezzo grande e lascia che il resto gli ruoti attorno.

La carta prima della parete

Ritaglia rettangoli di giornale della misura delle tue cornici e attaccali al muro. Vedrai l'insieme in cinque minuti, e sposterai carta invece di riappendere cornici.

Un colore di cornice, non due

Nero o bianco, ma uno solo sulla stessa parete. Il misto funziona nelle riviste di arredamento perché lì tutto il resto è neutro. A casa, disperde lo sguardo.